Credo che, la maggior parte della gente, non sia realmente capace di fare progetti a lunga scadenza. Anche se è convinta di farne. Desidera che le cose vadano in un certo modo, piuttosto che in un altro e, di volta in volta, fa le scelte che gli sembrano più appropriate per raggiungere i suoi scopi, ma, quali saranno le scelte tra cui sarà chiamato ad optare, lo sa solo quando gli si parano davanti.
Credo che nella seconda frase si dovrebbe usare il femminile dato che nella prima si parla di gente.
Gli storni cicalecciano ancora ma solo se si risponde.
La struttura del racconto può essere divisa sostanzialmente in tre parti: l'introduzione (cap. 1), i capitoli finali (33-37) e il "grande centro" costituito dai capitoli 2-31. Questi ultimi, come si potrà facilmente verificare stampandoli su carta e rimescolandoli a piacere, sono fruibili in modalità stocastica essendo quasi per nulla legati tra loro da un filo narrativo; ciò può forse essere dovuto alla pubblicazione su Forum e alla necessità di avere piccole storie complete anziché interconnesse tra loro; nel centro del "grande centro" troviamo due capitoli ucronici (21 e 22) paiono spostare l'azione avanti di 30 anni per poi proseguire con capitoli apparentemente analoghi ai precedenti. I distratti lettori di "Pavana" non si chiederanno le ragioni di questo andamento un po' caotico e intermittente del romanzo; ma solo perché, in questa apparente confusione, non hanno colto la vera sostanza di "Pavana". Non così il critico attento, cui non può sfuggire qual è il vero senso generale dell'operazione letteraria di portata rivoluzionaria perpetrata dal Nanni. Si tratta, con ogni evidenza, di una rivoluzione copernicana nel modo si scrivere un romanzo che supera forse per arditezza e innovazione quella che elaborò Pierre Ménard nella sua "riscrittura" del "Don Chischiotte". Il Nanni, infatti, quando il 20 ottobre iniziò la pubblicazione di "Pavana", aprì due thread con lo stesso nome: in uno fingendo di postare una larva di romanzo d'appendice, nell'altro invitando e contribuendo a raccogliere commenti e reazioni. E' in questo secondo thread che si realizza la *vera* opera del Nanni; nell'altro ha deposto solo gli elementi catalizzatori e provocatori - prosa infarcita di errori grammatici e sintattici, ucronie, immagini di coltelli in ceramica giapponese - che hanno generato l'Opera vera e propria, costituita invece da *questo* thread. Nella pubblicazione a stampa di "Pavana", in carta vergata a mano di Fabriano e con rilegatura in seta nera che presto uscirà per i tipi di Franco Maria Ricci, quello che gli ignari lettori del "Villaggio" credevano essere "Pavana", sarà solo un'appendice filologica a piè pagina in fondo al libro: nei gloriosi e nitidi caratteri bodoniani della stamperia di FMR, insieme al CD allegato che contiene il cicaleccio degli storni, apparirà invece, in tutta la sua rivoluzionaria luce, questo thread di commenti. I cui autori apparentemente siamo noi, che li abbiamo scritti (come anche questo stesso mio intervento), ma la cui paternità reale va ascritta esclusivamente al Nanni, che li ha generati con la sua geniale operazione letteraria, destinata a rimanere una pietra miliare nella Storia della Letteratura.